CAPITOLO 1
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Metti tre giorni di riprese in tre luoghi diversi, interessanti per le loro peculiarità. Metti un romanzo ironico, spesso sopra le righe nell’umorismo e nel suo divertito giocare con le parole. Metti insieme una troupe di ampiezza variabile, ingredienti indispensabili un regista con qualche tic kubrickiano, un’attrice dalla parlantina sciolta e un line producer/delegato di produzione (con cellulare spento)/addetto ai conquibus; la medesima troupe può ampliarsi a volontà con un microfonista-assistente e una segretaria di edizione, complici involontari tutti coloro che si trovano sulla strada del manipolo di audaci, vedasi il signor Franco, che non ringrazieremo mai abbastanza. Frulla tutto questo e avrai un videolibro. Se ci avete capito poco, beh, andate tranquilli. Noi non avevamo capito neppure quello.

“Un reading con il linguaggio del cinema”. In realtà la definizione di videolibro è molto più semplice di quanto si sia scherzosamente fatto credere finora. Un audiolibro, con i suoi vantaggi per la fruizione da parte dei non vedenti, in cui però la lettura è anche filmata. Non riprese statiche, bensì messe in sequenza come il découpage, o montaggio, la grammatica del medium cinema, insegna. Angolazioni, panoramiche, oggetti di scena che diventano protagonisti insieme alla lettrice. Nelle tre giornate abbiamo effettuato le nostre riprese rispettivamente al villaggio fotovoltaico del quartiere Cristo di Alessandria, alla Biblioteca Civica e al Museo del Ferro. La suddivisione dei capitoli del romanzo in base alle location era stata fatta in precedenza da chi scrive, associando più che gli eventi a sedi diverse (la parola d’ordine era: nessuna messa in scena di quanto narrato nel libro), i diversi umori che caratterizzavano il romanzo, ora più giocoso e intento alla divagazione, ora più impegnato a mettere alla berlina luoghi comuni di scrittori e poeti.

Al villaggio fotovoltaico l’attrice era Valeria Berardi, teatrale e intensa nella lettura, più una comparsata dell’autore del libro Claudio Braggio, che Ale il signor regista aveva preteso in scena per la lettura del prologo. Il secondo e terzo giorno sono stati invece tutti per Paola Dongo, diretta ed energica, in grado di sostenere un ritmo di lavoro tutt’altro che rilassato e condurci vivi e vegeti al termine dei capitoli. Sopportando anche qualche finta tortura, sollecitata in tutta la troupe dagli arnesi medioevali presenti nel museo del ferro… vedere per credere. A lavoro ultimato (e chi può dire veramente questo è solo Alessandro, che si è sobbarcato anche tutta la faticaccia dell’editing) non possiamo che ringraziare per l’impegno, oltre alle due attrici Valeria e Paola, gli impareggiabili componenti della squadra Roberto e Chiara; e poi Enrico Mattiuzzo, chitarrista elettrico per la colonna sonora, arpeggi bluesy con chitarra e basso. Il line producer, aka chi scrive, aka Fulvio, promette solennemente che la prossima volta si procurerà in anticipo le bottigliette d’acqua per le attrici, evitando così di sparire all’improvviso dal set correndo al primo supermercato e rimanendo bloccato nella coda per la cassa…



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"POETI D'ASSALTO UCCIDONO CABARET DRAMMATICO" -IL VIDEOLIBRO..

CAPITOLO 2
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